Sapori

Scarpinòcc

Quando si parla di tradizioni Parresi la prima cosa che viene in mente è l piatto tipico per eccellenza, la cui origine si perde nella notte dei tempi. Si tratta di un tipo particolare di casoncelli, chiamati “Scarpinòcc” per la loro forma, che ricorda le scarpe di panno che le donne del paese cucivano per i propri figli e nipoti. Gli Scarpinòcc sono ravioli a base di farina, acqua e uova, con ripieno di pane grattuggiato, uova, formaggio grana (che sostituito con tempo il “motel”, il formaggio di monte così vecchio da potere essere solo grattugiato) e spezie, il tutto condito con burro fuso, salvia e grana. In questo modo si differenziano dai classici casoncelli sia dal condimento, sia nel ripieno, dato che non contengono carne. Un tempo gli Scarpinòcc erano considerati un pranzo di lusso e, date le condizioni economiche precarie di tante persone, venivano preparati solo per ricorrenze particolari, come la celebrazione del patrono del paese S. Pietro, o per i matrimoni. Oggi è facile trovarli sulle nostre tavole tutti i giorni dell’anno, come è normale che le donne del paese li preparino abitualmente nelle proprie cucine.

La ricetta

Ingredienti pasta e allergeni: Farina di grano tenero tipo 00, burro, latte e uova

Ripieno: Parmigiano Reggiano, pangrattato, latte, uova, burro, prezzemolo, sale, saporita. Spolvero di farina di mais.

Conservare a + 4°C max. Durata 5 giorni in frigorifero.

Si possono acquistare qui:

ALIMENTARI “SCAINELLI”
Via Fontana, 6
24020 – PARRE (BG)
TEL. 035 701145

ALIMENTARI “VISINI”
Via Costa Erta, 1
24020 – PARRE (BG)
TEL. 035 704020

ALIMENTARI “BARETTI”
Via Ercole e Pietro Pozzi, 2 Frazione Ponte Selva
24020 – PARRE (BG)
TEL. 035 701027

Puoi gustarli qui:

RISTORANTE PIZZERIA “IL MORO”
Via Sant’Alberto, 4 Frazione Sant’Alberto
24020 – PARRE (BG)
TEL. 035 701103

RISTORANTE “LA PESA”
Via Ercole e Pietro Pozzi, 1 Frazione Ponte Selva
24020 – PARRE (BG)
TEL. 035 701116

RISTORANTE PIZZERIA “MIRAVALLE”
Viale Risorgimento, 10
24020 – PARRE (BG)
TEL. 035 701118

Capù

Si narra che un bambino di una povera famiglia contadina, vedendo i genitori vendere sempre i capponi ai signori ricchi, si lamentava con la mamma per il fatto che lui rimanesse sempre con la bocca asciutta di quella prelibatezza. La madre, stanca di vedere il figlio triste, ideò “i capù”: Prese una bella pallina di ripieno priva di carne, ma ben saporito e l’avvolse in una foglia di verza, la fece bollire e poi la presentò al figlio, che poté così gustarsi ance lui il suo “capù”. I capù sono semplici involtini di verza tipici della bergamasca e delle Alpi; quelli di Parre si differenziano dagli altri sia per il metodo di cottura (vengono bolliti nel brodo di vitello o manzo, con in pezzo di lardo o pancetta), che per il ripieno, rigorosamente di magro ossia senza carne, caratteristica in comune con gli Scarpinòcc. Come per questi ultimi anche i Capù vengono celebrati con una sagra, che si tiene tra fine luglio ed i primi di agosto da più di vent’anni.

La ricetta

Ingredienti di base per 4 persone (circa 20 fagottini)

  • 20 gr. prezzemolo tritato
  • 80 gr. di pane grattugiato in casa
  • 160 gr. grana padano grattugiato
  • 1 uovo
  • 3 gr. di sale fino
  • cannella q.b.
  • noce moscata q.b.
  • latte q.b.
  • foglie di verza

Preparazione:

Per l’ottenimento del ripieno è necessario procedere alle seguenti operazioni rispettando le modalità di esecuzione sottoindicate:

  1. grattugiare il Grana Padano e il pane;
  2. amalgamare, su di un tavolo di lavorazione, il formaggio ed il pane grattugiati con le spezie;
  3. far sciogliere il burro unendovi l’aglio ed il prezzemolo finemente tritati;
  4. rimpastare gli ingredienti di cui ai punti precedenti aggiungendo il latte e le uova fino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo.

Le operazioni di amalgama, sia manuale che meccanica, possono essere ripetute una seconda volta fino all’ottenimento di un impasto omogeneo, tale da presentare una distribuzione uniforme degli ingredienti impiegati. Far riposare l’impasto del ripieno per 30 minuti in frigorifero. Lessare in acqua salata le foglie interne della verza per circa 8-10 minuti facendo attenzione che non si rompano, scolarle e stenderla sopra un canovaccio. Riprendere il ripieno e ricavare delle palline grosse come una noce col guscio ed avvolgere ciascuna pallina in una foglia di verza come se fosse un pacchetto. I Capù vanno bolliti con abbondante acqua, un pezzo di lardo e un pezzo di bollito, le verdure e sale per circa 30 minuti

Gnòch in Còla

Piatto molto povero tipico della tradizione culinaria montana: questi gnocchi vengono preparati impastando solo farina, uova e latte. Successivamente, grazie ad un cucchiaio, si ricava dall’impasto “un gnoc” alla volta che, calato in acqua già a bollore, assume forme irregolari. A fine cottura si condisce con abbondante burro, salvia e formaggio. Da alcuni anni in paese la Pro Loco e il Gruppo Folcloristico Lampiusa hanno riportato alla ribalta questo antico piatto, riscuotendo fin da subito un grande successo di pubblico, portando a Parre appassionati da tutta la provincia.

Puoi gustarli qui:

RISTORANTE “LA PESA”
Via Ercole e Pietro Pozzi, 1 Frazione Ponte Selva
24020 – PARRE (BG)
TEL. 035 701116

Bergna

Più che un piatto è un’antica modalità di conservazione della carne di pecora: la carne viene ad essiccare al vento e protetta dalle mosche. Secondo l’antica modalità di lavorazione, la carne era salata a secco impiegando, oltre al sale, pepe in abbondanza ed erbe aromatiche. Si consuma cruda, tagliata in fette sottili, oppure suddivisa in piccoli pezzi ed arrostita sul camino.

Prodotti caseari

Formagella, stracchino, formài de mut, ma anche burro e panna sono i prodotti che potete trovare sul nostro territorio. Cibo sano, a chilometro zero, eredità della lunga tradizione contadina delle nostre genti alpine. Lo stracchino, dalla classica forma quadratas e dal sapore inconfondibile, è prodotto con latte crudo e si presta ad una breve stagionatura. Il nome deriva dal termine lombardo “stracch” perché è un tempo prodotto con latte delle vacche di ritorno dall’alpeggio e quindi stanche. La formagella, fomraggio dalla tradizionale forma rotonda, prodotta con pasta semi-cotta e che si presta ad una stagionatura media. Il “Formài de mut”. Formaggio anch’esso dalla forma tonda, a pasta cotta, prodotto solo durante la stagione d’alpeggio e che si presta a lunghe stagionature. E poi burro e panna, da sempre condimenti alla base della cucina tradizionale di tutto l’arco alpino.

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